Campeche

 

Situato nella parte ovest della penisola dello Yucatán, Campeche è uno scrigno di tesori Maya, con ben 18 siti archeologici. Avvolti nella lussureggiante e impenetrabile foresta, i templi e le piramidi si innalzano fieri verso il cielo abbagliando il visitatore con la loro bellezza ed il loro misticismo.
La città di Campeche è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. A partire dalla fine degli anni ‘80 centinaia di palazzi sono stati ristrutturati e ridipinti in deliziose tinte giallo chiaro, verde, oro e ocra rossa, tanto che il centro della città si sta trasformando in un “museo”  a cielo aperto di architettura coloniale.
Nacque nel 1540 come importante porto dal quale partivano le navi per la Spagna, cariche di metalli preziosi. Presto i pirati scoprirono questa “miniera d’oro” e assediarono la città, fino a che fu recintata da spesse mura e protetta da due fortini, Fuerte
San Miguél e Fuerte San José. Sulla piazza principale, Parque Principál, è situata la cattedrale, una delle prime chiese costruite nello Yucatán, da qui si può visitare la città a piedi, o sui tram aperti su un lato.
Una delle maggiori attrattive dello stato di Campeche è la Riserva Naturale di Calakmùl, la più importante del mondo dopo la Foresta Amazzonica.
La stupenda biosfera, che circonda il sito archeologico, copre un’area di circa 70 km². Il nome significa “due montagnole adiacenti” e fra il 250 e il 750 fu il centro del Regno della “Cabeza del Serpiente” (testa del serpente), che riunì vari siti dei bassipiani Maya.
Nel centro archeologico, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, sono state scoperti più di 7000 reperti e la piramide, con i suoi 50 metri di altezza, è la più grande del Messico.
La biosfera è l’habitat naturale di quasi cento specie di mammiferi, tra cui alcuni in via di estinzione come il giaguaro, oltre a centinaia di specie di uccelli, scimmie e rettili.
Altri siti archeologici degni di nota sono Edzná con il bellissimo “Edificio de Cinco Pisos” (edificio su cinque piani), e Chicanná con l’enorme maschera zoomorfica, che probabilmente, in forma allegorica, rappresenta Itzammà, il Dio del Sole.