Chihuahua

In lingua Náhuatl Chihuahua significa “luogo secco e sabbioso”, ma sebbene la regione, la più estesa del territorio messicano, sia coperta in gran parte da enormi deserti aspri, il suo paesaggio è straordinariamente vario: vette rocciose che si
innalzano fiere verso il cielo, tranquilli laghi, boschi profumati di pino e quercia, impetuose cascate e un silenzio incredibile.
L’attrazione principale è il Cañyón del Cobre, noto anche come Sierra Tarahumara. Più grande e ancora più spettacolare del Gran Canyon statunitense, è uno dei segreti meglio conservati del Nord America. Nei secoli i fiumi hanno
scavato sei ripide valli nella roccia vulcanica della Sierra Madre Occidentál, note come Las Barrancas del Cobre, di cui quattro più profonde del Gran Canyon.
Chihuahua è una regione piuttosto trascurata dal turismo di massa, visitata principalmente dal viaggiatore curioso, in cerca di un itinerario fuori dal comune, lontano dalla folla, alla scoperta di incredibili spettacoli naturali e di una cultura antica e
misteriosa come quella degli indios Tarahumara.
Il modo migliore per visitare Chihuahua è a bordo del “Chepe”, il treno che percorre uno dei tratti ferroviari più scenografici al mondo, snodandosi fra i canyon, attraversando 37 ponti e arrivando fino a 2280 metri di altezza. Il
treno ferma nei luoghi più suggestivi, permettendo ai passeggeri di visitarli e pernottare in confortevoli hotels: El Fuerte con le sue belle piazzette coloniali, Divisadero, punto di partenza per esplorare la Barranca del Cobre, Creel, tipica cittadina di
montagna contornata da verdissimi boschi e nelle vicinanze del Lago Arreco e, infine, città di Chihuahua, posta sulle colline rossastre di un affascinante paesaggio desertico. Qui si trova il Museo Historíco della Revolución, dedicato al figlio adottivo di
Chihuahua, Pancho Villa, leggendario eroe populista e leader della rivoluzione.
La Sierra Tarahumara, oggi, è abitata da gruppi di indios Tarahumara, o Rarámuri, che significa “gente che corre”, per un totale di circa 50.000/60.000 persone. E’ una popolazione molto riservata, che preferisce continuare a vivere nelle sue fattorie-comuni del tutto autosufficienti.
Vivono in maniera semplice, durante la calda estate in grotte lungo le scogliere, o in case di legno e pietra accanto all’orlo dei Canyon, mentre durante il freddo inverno si trasferiscono in caverne o casette di legno all’interno dei canyon.
Gli abiti tradizionali sono coloratissimi e maggior parte dei Rarámuri sono degli ottimi atleti, abituati a percorrere lunghi tratti a piedi, anche con carichi molto pesanti.